QUATTRO QUARTI

Un progetto di Alessandro Averone da Samuel Beckett
Con Marco Quaglia,Antonio Tintis, Alessia Giangiuliani, Mauro Santopietro, Gabriele Sabatini
Produzione Altra Scena
Questo progetto mette insieme quattro testi brevi di Samuel Beckett.
Quattro respiri a completare un unico movimento. Reiterabile. Un cerchio.
Fil rouge di questo movimento è l’ Uomo: chiamiamolo provvisoriamente A.
In “Atto senza parole” ritroviamo A gettato in un universo di oggetti, uno spazio tempo grottesco e ostile, alla ricerca di un proprio posto e di un contatto con ciò che lo circonda.
In “Teatro Due”, A è di spalle su una grande finestra in attesa di porre fine alla propria esistenza.
B e C, alle loro scrivanie, sono intenti a trovare motivazioni utili affinché A non compia il gesto estremo.
Rovistano, come impiegati dell’anima, all’interno di un archivio biografico di A confrontandosi l’un l’altro per emettere la finale sentenza.
Il terzo respiro è affidato a “Catastrophe” dove, questa volta, A è soggetto-oggetto inerme di un’opera d’arte. Un’installazione vivente. La mercificazione suprema del corpo e dell’anima.
Un regista-artista e un’assistente si occuperanno del suo aspetto affinché risulti efficace all’essere esposto al pubblico.
“Non io” chiude il movimento.
Una volta uscito di scena il regista-artista, la sua assistente si abbandona ad un irrefrenabile fiume di parole dando voce a tutto ciò che, per repressione, rimane tappato in un cranio e in un corpo.
Quale cranio? Quale corpo? Di chi sono i pensieri? I suoi o quelli di A?
“Quattro quarti” si propone di dare corpo e azione all’incedere accidentato e tortuoso dell’essere umano nel proprio universo attraverso un arco simbolico di circostanze scelte in cui Beckett cala i suoi personaggi.
In questo respiro in quattro tempi ritroviamo la condizione heideggeriana dell’essere “gettati” in un mondo nel quale è necessario trovare il senso della nostra partecipazione; la quotidiana conquista di un delicato equilibrio. Il nostro “mestiere di vivere”.
