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Il castello di Barbablù – La voix humaine

18 Marzo @ 20:00

Maestro concertatore e direttore Martin Rajna

Regia Claus Guth

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

in coproduzione con Tiroler Festspiele Erl

Il castello di Barbablù

Il castello del principe Barbablù, opera in un atto su libretto di Béla Balàzs, fu composta da Bartók nel 1911 ma fu rappresentata solo sette anni dopo. L’opera prevede solo due protagonisti: Barbablù e la moglie Judith. L’azione si svolge nel castello del principe in epoca medievale. Judith vuole seguire il marito nel suo lugubre e misterioso castello, ma per conoscere il passato di Barbablù inizia ad aprire una dopo l’altra le sette porte segrete del castello. Con sgomento scopre luoghi sinistri macchiati di sangue. Nell’aprire la settima e ultima porta, Judith teme di trovare i cadaveri delle precedenti mogli assassinate ma invece vedrà sfilare davanti ai suoi occhi tre donne vive e riccamente abbigliate. Sono le donne del mattino, del meriggio e della sera che ormai appartengono solo al mondo dei ricordi di Barbablù. Judith, come donna della notte, dopo essere stata incoronata e ricoperta di gioielli dal marito, le seguirà per sempre nella settima stanza, la cui porta si chiude facendo ripiombare il castello nell’oscurità.

La voix humaine

Unico personaggio in scena, la protagonista – definita genericamente Elle (lei) – parla al telefono con l’amante di cui non udiamo mai la voce ma le cui risposte sono intuibili dal cambio di tono di Elle. Impegnata in un lungo monologo attaccato al filo del telefono, Elle è un ruolo vocale complesso, a metà tra teatro di prosa e teatro musicale che richiede parimenti doti vocali e attoriali. Ne La voix humaine di Poulenc tutto sta infatti nella voce, nella capacità camaleontica di restituire ogni sfumatura dello stato emotivo della protagonista.

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